“Abbiamo sprecato un’occasione importantissima per chiudere il discorso salvezza con due giornate di anticipo” Si esprime in questo modo, senza mezzi termini, il presidente della società Roma Pallamano Maria Rosaria Fabiano: “Ho visto la mia squadra giocare una gara sotto tono, perdendo troppi palloni e concedendo troppe chances agli avversari. La formazione del Parma, che ha pienamente meritato la vittoria, era al nostro livello ed avremmo potuto batterla con un po’ più di impegno e determinazione. Preghiamo solo che questa assurda sconfitta non debba essere rimpianta come punto di svolta negativo della nostra stagione”. C’è amarezza nelle parole del massimo dirigente della squadra giallorossa che si è sentita tradita dai suoi ragazzi nel momento fondamentale della stagione. Quando i capitolini avrebbero dovuto compiere l’ultimo, decisivo, sforzo per coronare un campionato fatto di alti e bassi, ma che li ha visti sempre protagonisti nella rincorsa ad una salvezza sempre più vicina. Così non è stato e Sabato scorso, sul campo del palazzetto dell’ Acqua Acetosa, gli atleti di coach Gimenez si sono smarriti ed hanno buttato al vento la possibilità di poter dormire sonni tranquilli di qui alla fine della stagione. Vincendo con il Parma, diretta concorrente a rimanere in serie A2, essi avrebbero infatti “messo in cassaforte” la salvezza, portandosi a 24 punti in classifica e staccando le inseguitrici. Con la sconfitta, invece, proprio la squadra emiliana ha potuto scavalcare quella romana condannandola a trovarsi invischiata nelle sabbie mobili di un finale di stagione pericolosissimo. Con 6 punti ancora da assegnare, lo scontro diretto del 3 Maggio a Pescara e l’ultimo appello del 17 contro il Chieti i capitolini potrebbero trovarsi, ancora una volta, a giocarsi il tutto per tutto all’ultima di campionato, in uno scontro da “dentro o fuori” che ricorderebbe troppo da vicino il finale da incubo della precedente stagione. “Vincere a Pescara potrebbe rivelarsi, per tante ragioni, una missione ardua, per non dire impossibile...” Ammette Marco Giardetti, storico centrale giallorosso, tornato ad allenarsi con la sua squadra da pochi giorni dopo un lungo stop causato da impegni di lavoro: “Gli abruzzesi adesso hanno un calendario più favorevole del nostro. Noi dovremo andare a giocare nella “tana biancoazzurra” dove troveremo un clima infuocato, un pubblico delle grandi occasioni ed una formazione disposta a fare di tutto pur di vincere. In un clima del genere sarà difficilissimo riuscire a strappare punti preziosi. Contro il Chieti, nonostante i teatini non abbiano più niente da chiedere alla classifica, non sarà di certo una passeggiata. All’andata li abbiamo battuti e loro vorranno “restituirci il favore” dandoci una bella spinta verso la serie B. L’anno passato il nostro cammino salvezza si infranse in terra marchigiana, speriamo solo che l’Abruzzo, quest’anno, ci porti un po’ più di fortuna...”. Mentre le considerazioni generali dello staff tecnico, della società e dei giocatori si concentrano, come è normale, sui prossimi impegni, ben poco da dire rimane sulla gara di sabato. La squadra giallorossa è scesa in campo ed ha giocato, come già ricordato, al di sotto dei suoi standard. Durante entrambe le frazioni di gioco il punteggio è andato oscillando, a vantaggio dei parmigiani, poi dei romani, poi ancora della formazione ospite. Sul campo si è vista una difesa che riusciva a dare poca copertura all’estremo difensore, ma soprattutto un attacco, a tratti disarmante, capace di perdere un numero incredibile di palloni, di sprecare troppi contropiede e di mirare, troppo spesso, sulle mani dei difensori. I romani, pur riuscendo verso la metà del secondo tempo a portarsi in vantaggio, non sono mai riusciti a piazzare il “colpo del KO” concedendo agli avversari troppe occasioni per farsi nuovamente sotto. I gialloblù non si sono fatti pregare e, con cinismo e determinazione, hanno beffato i padroni di casa. Nel grigiore generale è spiccato solamente il capitano Cardone. Unico capace di sfoderare una prestazione maiuscola, di “tirare la carretta” per 60 minuti, di insaccare ben 9 reti combattendo e lottando fino all’ultimo secondo. Nonostante le sei reti a testa, Biader e Capelle non sono riusciti a fare la differenza come era avvenuto in altre occasioni, altri giocatori, invece, sono sembrati del tutto diversi da quelli che ci avevano fatto sognare fino a qualche settimana fà. Mentre il pubblico romano, la società e gli appassionati di pallamano della capitale rimangono con il fiato sospeso per un finale di stagione che si preannuncia bollente, la squadra giallorossa sarà chiamata a fare autocritica serrando i ranghi per non mandare all’aria quanto di buono fratto da 9 mesi a questa parte.