Con il doveroso e sentito ricordo di Mario Cionci, tecnico del settore giovanile della SS Lazio scomparso il giorno precedente, commemorato con un minuto di silenzio e raccoglimento, è iniziata la gara di Sabato scorso che ha visto opposti i padroni di casa della Roma agli ospiti del Falconara. I giallorossi, reduci dall’ottimo pareggio conquistato in terra d’Ascoli, dovevano confermare quanto di buono fatto, mentre un Falconara all’ultima spiaggia era costretto a cercare i tre punti per provare a sperare ancora in una salvezza sempre più lontana. Ci si aspettava, quindi, di più dalla squadra che aveva costretto alle corde Fonti e soci solo una settimana fà e sembrava lanciata verso nuovi e più netti successi. E’ successo invece che la Roma ha conquistato i tre punti, obiettivo unico ed irrinunciabile della serata, ma ha lasciato negli spogliatoi gran parte del gioco e della classe che tante volte l’hanno contraddistinta. I capitolini sono scesi sul campo contratti e tesi, incapaci di pungere per davvero in fase offensiva e con poca grinta in difesa. Gli ospiti si sono portati subito in vantaggio ed al quindicesimo minuto conducevano già per 2-6. Dopo quasi venti minuti i primi segnali di risveglio giallorosso sono venuti dal pivot Cardone e dal terzino Biader che, prendendosi la responsabilità di segnare qualche gol, hanno tenuto a galla le speranze romaniste di non lasciarsi sfuggire, così presto, una gara tanto importante. La prima frazione di gioco si è chiusa, quindi, con una Roma ancora poco convinta dei propri mezzi, ma in recupero (10-11). Nonostante le parole del tecnico Alonso, che negli spogliatoi ha cercato di caricare i suoi per disputare, almeno, un secondo tempo all’altezza delle aspettative, alla ripresa del gioco i giallorossi sono rientrati con le stesse incertezze e paure della frazione precedente, ricominciando a subire gli assalti di un Falconara che non faceva altro che eseguire il compito di mettercela tutta per assestare un clamoroso “colpaccio”. Dal 10° della ripresa, però, un superlativo Alessandro Agresta, subentrato a Matteo Corvino (autore comunque di una buona prestazione) fra i pali romanisti, ha fornito la “marcia in più” utile ai compagni per cominciare a crederci davvero. Dopo un paio di palle raccolte nel sacco e qualche intervento di routine, il portiere capitolino ha sfoderato una serie di eccezionali interventi che hanno infiammato il pubblico di casa, finalmente scosso da una prestazione maiuscola di qualcuno dei suoi. Grazie ad un reparto difensivo leggermente più galvanizzato la Roma, pur sprecando un numero di palloni davvero imbarazzante in fase offensiva, è riuscita a macinare un po’ di gioco, innescando i contropiede di Valerio di Gioacchino (miglior marcatore della serata, soprattutto nel finale) e le “lotte” al centro dell’attacco del capitano Marco Cardone, anch’egli autore di tante reti e di una prestazione tra le migliori di tutta la sua squadra. Poco dopo il ventesimo della ripresa è stata proprio una rete di Di Gioacchino a rimettere, per la prima volta dall’inizio, il risultato sul punteggio di parità. Sorretti, a quel punto, più dall’agonismo che dagli schemi, i giallorossi si sono battuti per non sprecare una rincorsa durata 45 minuti. Nei lunghi minuti finali il risultato è stato sempre in bilico, aperto alla vittoria di entrambi i contendenti, ma, al termine del tempo regolamentare, i romani sono riusciti a racimolare la lunghezza di vantaggio (23-22) che ha permesso loro di chiudere la gara con una vittoria e di portarsi a casa tre importantissimi punti. Il tecnico Alonso, certamente contento per l’affermazione, ma molto meno per il risultato, ha commentato così l’incontro: “Oggi era importante vincere e ce l’abbiamo fatta, ma di certo non posso dire che i miei ragazzi abbiano giocato bene. Non siamo riusciti a fare quasi niente di quello che proviamo in allenamento e ci siamo fatti prendere dall’ansia e dalla frenesia, probabilmente siamo stati anche fortunati su qualche episodio. Rallegriamoci per i punti presi, ma non montiamoci la testa perchè non saremo sempre così fortunati. Partite importanti come queste vanno giocate con molta più calma e tranquillità per non rischiare di regalare niente agli avversari. Onore al Falconara che ha cercato la partita della stagione ed è venuto in casa nostra con l'intenzione di farci un brutto scherzo, giocando con grinta e determinazione. Ancora ci mancano dei punti per raggiungere la salvezza e non possiamo mollare proprio adesso”.