
15-06-2008 L'intervista al professor Zuppante, responsabile del settore giovanile della Roma Pallamano:.
Professor Zuppante, vista la stagione appena trascorsa, possiamo tracciare un bilancio di questa annata vissuta nel settore giovanile della ASD Roma Pallamano?
“Per quanto riguarda i risultati direi che il bilancio è stato abbastanza positivo. Con la squadra Under-18 abbiamo raggiunto il terzo posto a livello nazionale, mentre con quella Under-16 ci siamo accaparrati la seconda piazza a livello regionale. Per un settore giovanile ancora acerbo, ma in piena espansione, direi che questi non sono risultati da sottovalutare. Pensando in un’ottica più generale, il bilancio si può ritenere ancora più positivo. Abbiamo aumentato il numero dei ragazzi coinvolti ed abbiamo fatto progressi sia sotto il profilo tecnico che sotto il profilo tattico. Aumentando il numero degli atleti aumenta, molto banalmente, la possibilità statistica di scoprire giovani talenti e di creare un circolo virtuoso di “passaparola” che permetta al nostro settore di espandersi sempre di più. Buona parte del merito va alla società, che ha investito tantissimo sui giovani, tesserando anche un allenatore esperto e carismatico come Miguel Henriquez. Noi tutti abbiamo lavorato con passione durante il corso di questa stagione per raggiungere questi risultati. La Pallamano è uno sport ancora poco conosciuto a Roma ed in Italia, noi stiamo lavorando anche per questo”.
Uno sport ancora poco conosciuto, dunque. Cosa si potrebbe fare, a suo parere, per migliorare la visibilità e la “presa” della Pallamano in una città grande (e dominata dal calcio) come Roma?
“Parlando in termini del tutto generali bisognerebbe che ognuna delle società sportive che giocano una Pallamano “professionistica” a Roma si impegnassero nella creazione di “poli di attrazione e di aggregazione” diffusi nel tessuto urbano a livello più capillare. Portando i servizi ed il gioco più vicino possibile alle case dei ragazzi si aumenta la possibilità che essi si avvicinino a questo sport. Campi di calcio, di pallavolo e di basket sono disseminati in ogni quartiere o municipio, noi, con pazienza e determinazione, dovremmo cercare di fare lo stesso. Ovviamente tutto questo lavoro non può gravare sulle spalle di una singola società, come la nostra, ma dovrebbe essere assunto come impegno a livello di comitato regionale e sviluppato in accordo e sinergia con tutte le società romane, anche con quelle che, ad oggi, non hanno di fatto alcun settore giovanile”.
Gettando ancora uno sguardo indietro ai mesi passati quali sono stati i momenti più belli ed, al contrario, i più brutti della stagione? Quali gli avversari più forti affrontati?
“Ovviamente di momenti belli me ne vengono in mente tanti e sarebbe inutile mettersi a fare una vera e propria lista. Direi che ci ha dato una grandissima soddisfazione constatare di essere riusciti a creare, all’interno della società, un vero e proprio gruppo di amici. Con squadre costituite da ragazzi che hanno fino a 18 anni, ed altre che ne hanno alcuni di 13 avrebbe potuto essere difficile trovare l’amalgama giusto. Invece i nostri allievi sono stati splendidi sotto questo punto di vista. Ho visto i più grandi consolare i più piccoli dopo un gol mancato oppure dopo una prestazione non esaltante ed ho visto stringere amicizie anche fra ragazzi di età molto diverse. Per chi lavora con i giovani e per i giovani questa è una delle soddisfazioni più grandi. I momenti difficili invece sono stati quelli in cui, a causa di qualche difficoltà, sembrava che la nostra “missione” fosse sul punto di arenarsi. Il lato organizzativo e logistico di un settore giovanile non è mai facile da tenere sotto controllo, ma noi avevamo il dovere di riuscire a farlo bene per risultare anche davvero credibili di fronte ai genitori, ai ragazzi ed a noi stessi. Infine, pensando ai nostri avversari, devo dire che ho sempre avuto una grande ammirazione per il settore giovanile del Capua. I loro ragazzi sono capaci di giocare in velocità, sfoggiando una tecnica ed una tattica molto buone, pur non avendo grandissime individualità”.
Un’ultima battuta si può riservare al futuro? Quali sono le prospettive del settore giovanile della Roma Pallamano per il prossimo anno? Quali i suoi rapporti con la società?
“Direi che i miei rapporti con la società, ovviamente nella persona del presidente Maria Rosaria Fabiano, sono sempre stati “franchi”. Non mi è mai piaciuto mentire ed ho sempre detto alla dirigenza con chiarezza e sincerità tutto il mio pensiero. Ho avuto il piacere di notare che essa, pur non potendo sempre venire incontro alle richieste del sottoscritto, le ha sempre valutare con la massima attenzione. Anche per quanto riguarda il futuro del settore giovanile, infatti, c’è pieno accordo tra le due parti. L’obiettivo per il prossimo anno è, certamente, quello di migliorarsi. Non si potrebbe fare altrimenti... Se quest’anno ci siamo piazzati sul podio l’anno prossimo vogliamo cercare di vincere il campionato. Abbiamo tanti giovani che sarebbero già pronti persino per giocare in prima squadra. Loro saranno i nostri “alfieri” ed al tempo stesso costituiranno le “fondamenta” del rinnovamento del settore veterano”.
Gianluca Stisi
(ufficio stampa Roma Pallamano)
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